Recensione di “Sarà il nostro segreto” di Maria Teresa Steri

“Sarà il nostro segreto” è un thriller psicologico scritto e prodotto da Maria Teresa Steri, autrice e blogger.

Valeria è la protagonista di questo romanzo, appena rimasta vedova dopo un terribile incidente d’auto, in cui lei riesce a salvarsi per miracolo: il trauma peggiore, tuttavia, è scoprire che senza alcun dubbio si è trattato di omicidio. Valeria, scioccata, si rifugia nella claustrofobica casa di famiglia del marito Filippo, attorniata dal cognato Raffaele, da sempre innamorato di lei, e dalla suocera Marianna bipolare. In tutto questo, in lei si insinua il dubbio che l’assassino potrebbe essere più vicino a lei di quanto crede e che, soprattuto, il marito potrebbe non essere l’uomo che lei pensava.

Il romanzo è caratterizzato da due tematiche fondamentali, il lutto e il sospetto. Il primo è trattato magificamente, in modo approfondito, talvolta persino troppo, rallentando leggermente il ritmo del libro: questo, tuttavia, permette di entrare in sintonia con la protagonista, comprendere le sue motivazioni e le sue paure. Il dolore di Valeria emerge dalle pagine così vivo e profondo da fare male, così come il suo bisogno di punti fermi, che la spingono in una famiglia disfunzionale e problematica. Il dubbio è il perno della narrazione: chi ha ucciso il marito Filippo? Raffaele potrebbe averlo fatto per gelosia? Per soldi? E Filippo era davvero il marito fedele che lei pensava? Valeria si trascina in un lutto mai elaborato, fino a diventare un’investigatrice meticolosa quanto impulsiva.

La parte investigativa mi è piaciuta molto, elaborata e ricca da somigliare ad un giallo anglosassone: Valeria indaga in maniera più emotiva e legata alle sensazioni, ma a fianco troviamo la polizia, legata alle procedure e al bisogno di prove concrete per incriminare qualcuno. Entrambe le parti giocano un ruolo fondamentale ma diverso, diventando complementari nel risolvere un mosaico complesso.

La scrittura è secondo me notevole, complice una prosa articolata ma non pesante. Il ritmo non è da cardiopalma, molto spazio viene dato ai sentimenti e all’approfondimento, ma comunque io ho divorato il libro in un pomeriggio, senza potermi fermare.

In conclusione, lo consiglio agli amanti dei thriller psicologici e delle ambientazioni nostrane: non resterete delusi!

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