Recensione di “Strange Activity #2- Maria” di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro

“Strange Activity- Maria” è il secondo romanzo della serie scritta da Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro, edita da Plesio.


Vi avevamo parlato del primo volume (diviso in quattro episodi) qui


La storia riprende le vicende della agenzia investigativa più sfigata di Catania: Angelo e Vera sono di nuovo con l’acqua alla gola tra bollette e nessun cliente. Questa volta Angelo sembra ancora più inutile e fannullone, tanto che Vera è costretta ad accettare un secondo lavoro come indossatrice; le cose prendono una piega inaspettata quando una instabile donna si presenta da Angelo e lui, toccandola, vede la morte della collega.

Da lí si susseguono una serie di eventi e malintesi tra i personaggi che cercano di scoprire un segreto occulto ma anche di restare vivi.

Questo romanzo, a differenza del primo, è molto più concentrato sul rapporto tra i personaggi, in particolare tra i due protagonisti. Angelo si nasconde sotto la facciata di perdigiorno piacione, mentre in realtà è tormentato da sogni di morte che lui solo può cambiare, ma ancora per quanto? Vera, personaggio più pragmatico, crede nei poteri del compagno, ma non per questo può ignorare la vita più pratica e ordinaria. Se nel primo libro questa contrapposizione li rendeva affiatati, qui diventa motivo di scontro e di distanza.Il mistero è meno “horror” e più fantasy rispetto al primo, ma introduce una serie di elementi che credo che rivedremo nei prossimi volumi, che, personalmente, non vedo l’ora di leggere.

Consigliato a chi ha apprezzato il primo: questo è ancora meglio!

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