Recensione di “Scholomance- Lezioni pericolose” di Naomi Novik / Review of “A deadly education” (#1 The Scholomance Trilogy) by Naomi Novik

“Scholomance- Lezioni pericolose” è un romanzo fantasy YA scritto da Naomi Novik e pubblicato nel 2021 in Italia dalla Mondadori.

La trama segue le vicende di Galadriel (El) nella scuola di magia Scholomance; questa scuola, però, non è una bella Hogwarts né la scuola della Canavan, bensì un posto davvero pessimo in cui studiare: non ci sono insegnanti, non ci sono vere e proprie lezioni, l’unica cosa importante è captare tutte le nozioni possibili per sopravvivere. La scuola è il vero cattivo, cerca attivamente di uccidere quanti più studenti riesca e soltanto in gruppo si può restare vivi, ma, se si fanno gruppi troppo alti, muore troppa poca gente e i nemici diventano più pericolosi. Non ci si può muovere da soli per i corridoi, non si può avere armadi chiusi per la propria roba, perché tutto ciò che non è alla luce del sole diventa un pericolo mortale. Se si sopravvive, ci si diploma e si può entrare in qualche cerchia che rifornisce mana e possibilità lavorative per il futuro.

El è una protagonista un po’ sfigata: ha l’aria di una stregona oscura, la classica nomea della tipa poco raccomandabile, ma in realtà non è affatto così, ha solo la faccia cattiva e un carattere scontroso (cosa abbastanza normale se nella vita tutti fanno gesti scaramantici quando ti vedono passare). Questa sua apparenza pessima le rende difficile stringere alleanze e a non essere la sospettata numero uno di tutte le cose inquietanti che succedono, ma le cose cambiano quando incontra Orion, un ragazzo amato da tutti che decide di non seguire le regole della scuola, bensì salvare quanta più gente possibile dalla furia della Scholomance. Sebbene il suo scopo sia nobile, questo innescherà una serie di dinamiche che muteranno l’equilibrio (orribile) che finora comunque aveva funzionato.

Questo è un romanzo molto particolare: l’introduzione della quarta di copertina dice che la Scholomance non è una scuola come le altre e questo è il miglior riassunto che si possa fare. Diciamo pure che la scuola è un bello schifo, ma in generale tutto il sistema magico lo è. Essere degli stregoni è una fregatura, la magia risolve alcuni problemi ma più che altro ne crea molti più di quelli che riesce a sistemare: ogni minuto della propria vita un mago rischia di essere attaccato da qualche creatura oscura che cerca di succhiargli via il mana e ammazzarlo malamente. Quel che è peggio è che il vero potere è come sempre quello della politica: per sopravvivere e diventare qualcuno bisogna avere la propria cerchia, il proprio gruppetto di cui diventare magari leader e non avere problemi lavorativi e pratici.

Insomma, la scuola di magia, e la magia in generale, non sono in alcun modo desiderabili e questo è un bel cambiamento con il format classico. Secondo me, questo è il motivo del successo del libro, il sovvertimento del cliché classico della scuola di magia; personalmente, io adoro le scuole di magia, mi piacciono come ambientazioni e amo quel senso di meraviglia e desiderio che uno prova nel leggere di loro, ciononostante mi sono abituata rapidamente al cambio di paradigma e, complice il ritmo frenetico del libro, in poche ore sono arrivata alla fine.

Naomi Novik scrive benissimo e ti trascina in poche pagine nel vivo della narrazione, rendendoti incapace di staccarti dal libro. Ammetto che questo genere di romanzo non era quello che mi aspettavo e mi ha un po’ spaesata, ma alla fine mi è piaciuto e non vedo l’ora di leggere il seguito (che in italiano deve ancora uscire).

In conclusione, un YA atipico che potrà piacere agli amanti del fantasy irriverente.

“A deadly education” is a YA fantasy novel written by Naomi Novik, first book of The Scholomance Trilogy.

The plot follows the adventures of Galadriel (El) in the Scholomance school of magic; this school, however, is not a nice Hogwarts nor the Canavan school, but a really bad place to study: there are no teachers, no real lessons, the only important thing is to understand all the notions possible to survive. The school is the real villain, it actively tries to kill as many students as it can and only in groups can you stay alive, but if you make groups too high, too few people die and the enemies become more dangerous. You can’t move through the halls alone, you can’t have locked closets for your stuff, because anything not in the sunlight becomes a deadly danger. If you survive, you graduate and can enter some circles that supply mana and job possibilities for the future.

El is an unlucky protagonist: she looks like a dark witch, but in reality she is not like that at all, she just has a bad face and a grumpy character (which is quite normal if in life everyone makes superstitious gestures when they see you passing). This bad appearance of hers makes it difficult for her to make alliances and not be the number one suspect of all the creepy things that happen, but things change when she meets Orion, a boy loved by everyone who decides not to follow the rules of the school, but to save as many people as possible from the wrath of the Scholomance. Although his purpose is noble, this will trigger a series of dynamics that will change the (horrible) balance that had worked until now anyway.

This is a very peculiar novel: the introduction on the back cover says that Scholomance is not a school like any other and this is the best summary you can make. Let’s go ahead and say that the school is pretty shitty, but in general the whole magic system is. Being a sorcerer is a rip-off, magic solves some problems but more than anything else creates many more than it can fix: every minute of his life a magician is likely to be attacked by some dark creature that tries to suck away his mana and kill him badly. What’s worse is that the real power is, as always, that of politics: to survive and become someone you need to have your own circle, your own little group of which perhaps become leader and not have work and practical problems.

In short, magic school, and magic in general, are in no way desirable, and this is a nice change with the classic format. In my opinion, this is the reason for the success of the book, the subversion of the classic cliché of the magic school; personally, I love magic schools, I like them as settings and I love that sense of wonder and longing that one feels when reading about them, nevertheless I quickly got used to the paradigm shift and, accomplice the frantic pace of the book, in a few hours I reached the end.

Naomi Novik writes beautifully and pulls you into the thick of the narrative in just a few pages, making you unable to tear yourself away from the book. I admit that this kind of novel was not what I expected and I was a bit ‘lost, but in the end I liked it and I can not wait to read the sequel.

In conclusion, an atypical YA that will appeal to lovers of irreverent fantasy.

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