Recensione di “Gideon la Nona” di Tamsyn Muir/ Review of “Gideon the Ninth” by Tamsyn Muir

“Gideon La nona” è un romanzo scifi/fantasy scritto da Tamsyn Muir e pubblicato in Italia dalla Mondadori.

La vicenda si svolge in un universo complesso caratterizzato da nove casate (su differenti pianeti) di negromanti che fanno capo ad un Imperatore, venerato come un Dio. Gideon, come da nome, fa parte della Nona, ma vorrebbe andarsene: cresciuta da serva, da sempre desiderosa di fuggire, vive una vita odiando la sua Casa e soprattutto la sua nemesi, Harrowhark (Harrow). Quando l’Imperatore convoca le Case per un importante torneo, Gideon si vede costretta a prenderne parte come paladina di Harrow, che vede in questo il modo di salvare la Nona casa, da tempo in difficoltà. Il torneo, tuttavia, non sarà solo una gara di astuzia e abilità: chi lo vince diventerà Littore e potrà ascendere al titolo di servitrice immortale della Risurrezione. Non manca molto prima che ci scappi il morto e presto i membri delle case si ritrovano a sospettarsi a vicenda.

Il romanzo alterna momenti di azione a quella che è una vera e propria investigazione; la necromanzia è molto approfondita e occupa una buona parte delle descrizioni dei combattimenti e, in generale, viene dato molto spazio all’analisi di Gideon e Harrow.

Questo libro sulla carta aveva tutto per piacermi: protagonista forte e atipica, nessun love interest con mascolinità tossica (Gideon è lesbica), una trama intricata, ibridazione scifi/fantasy, un mistero da risolvere. Aggiungiamo il fatto che tutti me ne avevano parlato benissimo. Ammetto che ci sono rimasta piuttosto male nel trovarmi davanti una prima parte in cui proprio faticavo ad andare avanti.

Si parte con un esempio, che molti apprezzeranno, di “show, don’t tell”, l’autrice non si prende la briga di presentare troppo l’ambientazione in cui si trova Gideon e parte subito con l’azione, lasciando al lettore molte domande che troveranno risposte solo più avanti. Mentirei se dicessi che ho amato questo stile, l’ho trovato spesso confusionario e noioso.

Gideon ci viene presentata subito come sbruffona, arrabbiata, volgare e molto sboccata. Ha sempre la risposta pronta e non disdegna un bel battibecco a colpi di parolacce e repliche sagaci. Il problema per me è che lo faceva almeno venti volte nei primi capitoli, diventando incredibilmente fastidiosa.

Quando le due (finalmente!) partono per la Casa di Canaan (Primo Pianeta) la narrazione diventa, se possibile, ancora più statica e noiosa. La parte scifi del libro, i pianeti, il sistema in cui sono e le navi spaziali sono appena accennate e di fatto non hanno impatto sulla trama (almeno di questo primo libro): a stento mi ricordavo che il libro fosse catalogato come fantascientifico.

Lo ammetto, se non me lo avessero decantato e descritto come capolavoro, avrei abbandonato la mia lettura senza rimpianti. Mi sono sforzata (ho impiegato tantissimo, non da me) e ho proseguito la lettura.

La svolta arriva intorno al 70% del libro: improvvisamente la narrazione prende il turbo e iniziano a succedere molte più cose, i personaggi prendono vita con una introspezione che prima era celata. Ok, è un giallo e c’erano i piccoli indizi prima, ma ho avuto l’impressione che tre quarti del libro fossero occupati da inutili battibecchi (tanto che quando Gideon è stata obbligata ad un voto di silenzio ho festeggiato) e ripetitivi combattimenti di ossa e scheletri in stile videogame.

Il finale mi è piaciuto tantissimo, credo che abbia reso i personaggi di Gideon e Harrow molto complessi, sfaccettati. Non ho disdegnato il colpo di scena del “giallo”, anche se lo avevo capito, ma comunque mi ha soddisfatto e mi ha anche lasciato la curiosità per quello che avverrà dopo.

Trovo molto difficile dare un giudizio su questo libro: l’ho trovato pieno di ottime idee e con personaggi fuori dall’ordinario, ma lo stile di scrittura mi è risultato ostico e noioso; ho veramente fatto fatica ad andare avanti, motivo per cui non so se proseguire con questa saga.

“Gideon The Ninth” is a scifi/fantasy novel written by Tamsyn Muir.

The story takes place in a complex universe characterized by nine houses (on different planets) of necromancers who are headed by an Emperor, worshipped as a God. Gideon, as the title implies, is part of the Ninth, but would like to leave: raised as a servant, always wanting to escape, she lives a life hating her House and especially her nemesis, Harrowhark (Harrow). When the Emperor summons the Houses for an important tournament, Gideon is forced to take part in it as Harrow’s champion, who sees in this the way to save the Ninth House, which has been in trouble for a long time. The tournament, however, will not be just a contest of cunning and skill: whoever wins it will become Lyctor and can ascend to the title of immortal servant of the Resurrection. It’s not long before death ensues, and soon the members of the houses find themselves suspicious of each other.

The novel alternates between moments of action and what amounts to a full-blown investigation; necromancy is very thorough and takes up a good portion of the descriptions of the fights and, in general, much space is given to the analysis of Gideon and Harrow.

This book on paper had everything to please me: strong and atypical protagonist, no love interest with toxic masculinity (Gideon is a lesbian), an intricate plot, scifi/fantasy hybridization, a mystery to solve. Add to that the fact that everyone had told me great things about it. I admit that I was rather disappointed to find myself in front of a first part where I really struggled to go on.

It starts with an example, that many will appreciate, of “show, don’t tell”, the author doesn’t take the trouble to introduce too much the setting in which Gideon finds herself and immediately starts with the action, leaving the reader with many questions that will be answered only later. I’d be lying if I said I loved this style, I found it often confusing and boring.

Gideon is immediately introduced to us as blustery, angry, vulgar and very foul-mouthed. She always has a ready answer and doesn’t disdain a good squabble with swear words and witty retorts. The problem for me is that she did this at least twenty times in the first few chapters, becoming incredibly annoying.

When the two (finally!) leave for the House of Canaan (First Planet) the narrative becomes, if possible, even more static and boring. The scifi part of the book, the planets, the system they’re in, and the spaceships are barely mentioned and in fact have no impact on the plot (at least of this first book): I barely remembered the book being categorized as sci-fi.

I admit, if I hadn’t been decried and described as a masterpiece, I would have abandoned my reading without regret. I made the effort (it took me a long time, not by me) and continued reading.

The turning point comes around 70% of the book: suddenly the narrative takes the turbo and a lot more things start to happen, the characters come to life with an introspection that was hidden before. Okay, it’s a murder mystery and there were the little clues before, but I got the impression that three quarters of the book was taken up with pointless bickering (so much so that when Gideon was forced into a vow of silence I celebrated) and repetitive video game-style bone and skeleton fights.

I loved the ending, I think it made Gideon and Harrow’s characters very complex, multi-faceted. I didn’t disdain the “detective story” twist, even though I had figured it out, but still it satisfied me and also left me curious about what will happen next.

I find it very difficult to give a judgement on this book: I found it full of great ideas and with characters out of the ordinary, but the writing style was hostile and boring; I really struggled to go on, which is why I don’t know if I can continue with this saga.

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