Recensione della serie tv “Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities”/ Review of the tv series “Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities”

« Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities” è una serie tv horror antologica disponibile su Netflix dal 25 Ottobre 2022.

La serie è prodotta dal celebre regista Guillermo del Toro ed è composta da 8 episodi, ognuno un piccolo film horror basato su un diverso racconto. Due di questi sono scritti da del Toro stesso, ma anche i fan di Lovercraft avranno di che gioire, con ben due episodi basati sui suoi scritti.

Ognuno di questi episodi si inserisce bene nell’universo cinematografico di del Toro, però con le sue particolarità portate dai registi che li hanno realizzati: alcuni sono più splatter, altri più psicologici, in generale gli episodi vanno a coprire un po’ tutte le sfumature dell’orrore.

Praticamente ognuno di questi finisce nel modo più cupo e granguignolesco possibile.

“Lotto 36” vede un veterano razzista comprare a scatola chiusa un magazzino e il suo contenuto, per trovarci dentro degli oggetti pregiati, legati ai rituali demoniaci, lasciati dal precedente proprietario, un anziano ex-nazista.

Secondo me uno degli episodi più riusciti, scritto e sceneggiato da del Toro stesso.

“I ratti del cimitero” parla di un depredatore di tombe che si vede sottrarre tutti i cadaveri migliori dai ratti del cimitero. Un giorno, quando vuole andare a prendere gli oggetti preziosi tumulati insieme a un notabile della zona da poco deceduto, si trova a seguire i ratti in un labirinto sotterraneo.

Questo episodio è più basato sullo schifo che non sulla paura, e a me personalmente non è piaciuto.

“L’autopsia” parla di un anziano coroner (F. Murray Abraham), malato terminale, che esegue un’autopsia su dei cadaveri dopo che un minatore ha fatto saltare parte della miniera dove lavorava. Il minatore poco tempo prima aveva trovato un oggetto misterioso nella foresta.

La presenza di Abraham è una garanzia, e la sua partita a scacchi psicologica con l’essere deciso a impadronirsi del suo corpo per portare altra sofferenza è inquietante quanto appassionante. Nonostante ci siano molte scene decisamente splatter, il vero orrore è quello che viene lasciato intuire. Uno degli episodi più belli secondo me.

“L’apparenza” ruota intorno a una timida impiegata di banca che inizia a usare una crema “miracolosa” per cambiare il suo aspetto secondo lei poco attraente e diventare come le sue colleghe alla moda, istigata da un venditore televisivo che sembra rivolgersi proprio a lei. A nulla valgono le suppliche del marito a lasciar perdere la trasformazione perché lei è già perfetta così com’è. L’episodio ricorda un po’ il body horror di Cronenberg, con un pizzico di surreale ironia. Anche questo secondo me va nella top 3 degli episodi migliori.

“Il modello di Pickman” è basato su un racconto di Lovercraft e vede uno studente dell’accademia d’arte, Will (Ben Barnes) fare amicizia con il compagno di corso Richard Pickman (Crispin Glover, il George McFly di Ritorno al Futuro). Le opere di Pickman sono violente e disturbanti, e inducono visioni inquietanti a Will, che se ne distanzia. Anni dopo, Pickman ritorna nella vita di Will e con lui le sue terribili visioni.

Questo episodio è molto cupo con un finale secondo me inutilmente violento e splatter. Nonostante la bravura degli interpreti l’ho trovato pesante.

“I sogni nella casa stregata” è interpretato da Rupert Grint (il Ron Weasley di Harry Potter) nei panni di Walt, un dipendente della società paranormale del Massachusetts, che cerca di mettersi in contatto con la gemella morta anni prima davanti ai suoi occhi. La sua ricerca lo porta in una casa infestata dalla presenza di una strega.

Anche questo episodio è tratto da un racconto di Lovercraft: nonostante non sia l’episodio più angosciante, è sicuramente il più divertente e godibile, con un tocco di cupo umorismo nel finale.

“La visita” vede un miliardario recluso invitare nella sua residenza quattro persone di particolare talento (un musicista, uno scrittore, una fisica e un medium) per aiutare a espandere la loro coscienza. Qui mostrerà loro un meteorite che si comporterà in modo inaspettato.

Ho trovato questo episodio molto lento e noioso, e ammetto che è quello che mi è piaciuto di meno.

“Il brusio” è diretto da Jennifer Kent (già regista di Babadook) e scritto da Guillermo del Toro. L’episodio parla di due coniugi, Nancy ed Edgar, ornitologi esperti di piovanelli, che hanno da poco perso la figlia e si recano su un’isola remota per studiare gli uccelli locali e recuperare il loro rapporto. Una volta sull’isola però Nancy inizia a sentire la presenza di una donna e un bambino piangente nella casa dove soggiornano.

Questo episodio è senz’altro il migliore della serie secondo me: una storia di fantasmi che in realtà non parla di fantasmi quanto del rapporto dei protagonisti con il dolore del lutto. Il finale è poetico e dolceamaro, porta con sé un inaspettato senso di riconciliazione, e confesso che mi ha strappato più di una lacrima.

Se gli altri episodi sono spesso espressione del facile orrore portato dal disgusto, questo ultimo cortometraggio è poesia pura.

In conclusione, una serie imperdibile per gli amanti dell’horror e i fan di del Toro.

” Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities” is an anthology horror TV series available on Netflix starting October 25, 2022.

The series is produced by renowned director Guillermo del Toro and consists of 8 episodes, each a small horror film based on a different story. Two of these are written by del Toro himself, but Lovercraft fans will also have something to look forward to, with as many as two episodes based on his writings.

Each of these episodes fits nicely into del Toro’s cinematic universe, however, with their own particularities brought by the filmmakers who made them: some are more splatter, others more psychological, in general the episodes go a bit over all shades of horror.

Virtually every one of them ends in the darkest and most gritty way possible.

“Lot 36” sees a racist veteran buying a warehouse and its contents, only to find valuable items inside, related to demonic rituals, left behind by the previous owner, an elderly ex-Nazi.

In my opinion, one of the most effective episodes, written and scripted by del Toro himself.

“The Cemetery Rats” is about a grave robber who has all the best corpses taken away from him by cemetery rats. One day, when he wants to go get the valuable items buried with a recently deceased local notable, he finds himself following the rats into an underground labyrinth.

This episode is more based on disgust than fear, and I personally did not like it.

“The Autopsy” is about a terminally ill elderly coroner (F. Murray Abraham) who performs an autopsy on dead bodies after a miner blows up part of the mine where he worked. The miner had shortly before found a mysterious object in the forest.

Abraham’s presence is a guarantee, and his psychological chess game with the being determined to take over his body to bring more suffering is as disturbing as it is exciting. Although there are many distinctly splatter scenes, the real horror is what is left to be guessed. One of the best episodes in my opinion.

“The Outside” revolves around a shy bank employee who starts using a “miracle” cream to change her appearance, in her opinion unattractive, and become like her fashionable colleagues, instigated by a TV salesman who seems to be targeting her. To no avail are her husband’s pleas to drop the transformation because she is already perfect as she is. The episode is somewhat reminiscent of Cronenberg’s body horror, with a dash of surreal irony. This also in my opinion goes in the top 3 best episodes.

“Pickman’s Model” is based on a Lovercraft story and sees an art academy student, Will (Ben Barnes) befriending fellow student Richard Pickman (Crispin Glover, George McFly from Back to the Future). Pickman’s works are violent and disturbing, inducing disturbing visions in Will, who distances himself from them. Years later, Pickman returns to Will’s life and with him his terrible visions.

This episode is very dark with an ending in my opinion unnecessarily violent and splattering. Despite the skill of the performers I found it heavy-handed.

“Dreams in the Witch House” stars Rupert Grint (Harry Potter’s Ron Weasley) as Walt, an employee of the Massachusetts Paranormal Society, who tries to get in touch with his twin sister who died years earlier before his eyes. His search leads him to a house haunted by the presence of a witch.

This episode is also based on a Lovercraft story: although it is not the most distressing episode, it is certainly the most entertaining and enjoyable, with a touch of dark humor in the finale.

“The Viewing” sees a reclusive billionaire invite four particularly talented people (a musician, a writer, a physicist and a medium) to his residence to help expand their consciousness. Here he will show them a meteorite that will behave in unexpected ways.

I found this episode very slow and boring, and I admit that it is the one I liked the least.

“The Murmuring” is directed by Jennifer Kent (former director of The Babadook) and written by Guillermo del Toro. The episode is about husband and wife, Nancy and Edgar, ornithologists experts of dunlins, who have recently lost their daughter and travel to a remote island to study the local birds and recover their relationship. Once on the island, however, Nancy begins to sense the presence of a woman and a crying child in the house where they are staying.

This episode is undoubtedly the best of the series in my opinion: a ghost story that is not really about ghosts as much as it is about the protagonists’ relationship with the pain of grief. The ending is poetic and bittersweet, bringing with it an unexpected sense of reconciliation, and I confess it brought more than a tear to my eye.

If the other episodes are often expressions of easy horror brought on by disgust, this last short is pure poetry.

In conclusion, a must-see series for horror lovers and del Toro fans.

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