Recensione di “Ninth House” di Leigh Bardugo / Review of “Ninth House” by Leigh Bardugo

1f1ee-1f1f9“Ninth House” è il primo romanzo rivolto ad un pubblico adulto di Leigh Bardugo, famosa per la Grisha trilogy e la duologia di “Sei di Corvi”, pubblicato da Gollancz.

Alex Stern, una ragazza californiana di vent’anni dal passato turbolento, frequenta la prestigiosa università di Yale grazie all’intervento della casa di Lethe, un’istituzione che si occupa di tenere sotto controllo le otto case del “Velo”, associazioni che usano la magia di cui è impregnata l’università per garantire privilegi ai suoi componenti. Alex, nonostante i suoi scarsi risultati accademici, è stata accolta da Lethe in quanto ha l’inusuale dono di poter vedere i “Grigi”, cioè i fantasmi; questa capacità le ha dato molti problemi nel corso della sua vita.

Alex dovrebbe essere guidata nel suo compito da Darlington, uno studente più grande: tuttavia, questi è sparito in circostanze misteriose, e quando Alex si trova davanti a un omicidio, non può fare altro che indagare da sola.

Ho iniziato questo libro con grandi aspettative, in quanto sono una grande fan della duologia di “Sei di Corvi”, e anche la precedente trilogia mi era piaciuta molto. Rispetto alle precedenti opere dell’autrice, “Ninth House” è decisamente più dark, e le atmosfere urban fantasy sconfinano nell’horror; questo cambio di registro mi ha inizialmente un po’ disorientata, ma anche questo libro, come i precedenti, è scritto in maniera magistrale, con una trama solida e avvincente.

L’elemento secondo me più suggestivo è dato dalla descrizione dell’università, e il contrasto tra i prestigiosi edifici e la brutalità delle azioni delle varie Case.

Alex è una protagonista per cui, nonostante i suoi difetti, non si può fare a meno di simpatizzare: catapultata nel mondo di privilegi dei rampolli di Yale, non può fare a meno di essere acutamente consapevole delle differenze date dallo status sociale.

La mancanza di conseguenze per le azioni delle persone facoltose è il sottotesto di tutto il romanzo, e ho trovato il messaggio molto ben veicolato.

La costruzione del sistema magico è eseguita molto bene, così come la descrizione dei rituali; personalmente ho soltanto avuto un po’ di difficoltà a distinguere le caratteristiche magie delle varie case, in quanto vengono introdotte in modo un po’ dispersivo attraverso il libro.

In conclusione, consiglio la lettura del romanzo non solo ai fan di Leigh Bardugo, ma anche ai fan dell’horror, in quanto troveranno pane per i loro denti.

1f1ec-1f1e7 “Ninth House” is the first novel aimed at an adult audience by Leigh Bardugo, famous for the Grisha trilogy and the “Six of Crows” duology. The book is published by Gollancz.

 Alex Stern, a twenty-year-old Californian girl with a turbulent past, attends the prestigious university of Yale thanks to the intervention of Lethe’s house, an institution that takes care of keeping under control the eight houses of the “Veil”, associations that use the magic that impregnates the University to guarantee privileges to its members. Alex, despite her poor academic results, has been welcomed by Lethe because she has the unusual gift of being able to see the “Grays”, that is, the ghosts; this ability has given her many problems during her life.

Alex should be guided in his task by Darlington, an older student: however, he has disappeared under mysterious circumstances, and when Alex is faced with a murder, all she can do is investigating alone.

I started this book with high expectations, as I am a big fan of the “Six of Crows” duology, and I liked the previous trilogy too. Compared to the author’s previous works, “Ninth House” is definitely darker, and the urban fantasy atmospheres borders into horror; this change of register initially disoriented me a little, but this book, like the previous ones, is written in a masterly way, with a solid and compelling plot.

The most suggestive element in my opinion is the description of the University, and the contrast between the prestigious buildings and the brutality of the actions of the various Houses.

Alex is a protagonist that despite her faults, you can not help but sympathize with: catapulted into the world of privileges of the offspring of Yale, she can’t help but be acutely aware of the differences given by the social status.

The lack of consequences for the actions of wealthy people is the subtext of the whole novel, and I found the message very well conveyed.

The construction of the magic system is done very well, as is the description of the rituals; personally I only had a little difficulty in distinguishing the magic characteristics of the various houses, as they are introduced in a somewhat dispersive way through the book.

In conclusion, I recommend this novel not only to Leigh Bardugo fans, but also to horror fans, that will surely find something that suits them.

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