Recensione di “Project Digito: Anima” di Marco Chiaravalle

“Project Digito: Anima” è un romanzo di fantascienza scritto e prodotto da Marco Chiaravalle, uscito nel 2019 in self publishing e ripubblicato da IDEA l’8 giugno 2021.

Ho avuto la fortuna di partecipare e vincere il giveaway della copia cartacea prima versione sul gruppo Facebook Alla scoperta di autori indipendenti, quindi mi sono subito fiondata su questo interessantissimo volume.

Il protagonista del romanzo è Simone Baum, un giovane informatico che si trova in una fase di apatia e sconforto a causa della morte del suo collega, Adam; entrambi erano impiegati alla Eden Inc. (dove Simone lavora ancora), una multinazionale americana con in ballo un ambizioso progetto: permettere alle vittime di un trauma di superarlo grazie alla fase onirica.

L’elemento del sogno e del suo grande potere è un tema presente molto nel libro, poiché Simone, dopo poco tempo, inizia nella dimensione onirica a vivere una vita parallela, quella del detective Liam, negli Stati Uniti, che indaga sulla morte dell’affascinante Dahlia. Simone, che la incontra già morta in sogno, si innamora perdutamente di lei e cerca di trovare il modo di scoprire chi l’ha uccisa.

Un particolare interessante è che la trama investigativa non riguarda principalmente l’alterego Liam, che è un detective, bensì Simone, che, suo malgrado, si ritrova a dover fare i conti con un altro mistero: le cavie dell’esperimento dell’Eden Inc. iniziano a suicidarsi tutte.

Il romanzo ha una lunghezza considerevole, ma si legge in poco tempo, complice il ritmo serrato e il gran numero di eventi che si susseguono: personalmente ho trovato che la prima e l’ultima parte avessero una marcia in più, che rendeva quasi impossibile staccarsi dalla lettura.

All’inizio della storia seguiamo solo Simone, ma, man mano che la trama si infittisce, troviamo altri brillanti comprimari, che per un momento del romanzo trasmettono un’idea quasi corale dell’avventura.

Il genere del testo è ibrido, ha elementi di fantascienza, ma soprattutto horror, che rendono il thriller ancora più complesso e apprezzabile da un target più ampio di lettori.

Credo che l’autore sia stato molto abile a trasmettere l’idea del sogno in ogni sua sfacettatura: la contaminazione onirica sembra toccare ogni aspetto del romanzo, rendendo più volte indefiniti i concetti di tempo, spazio e identità, quasi a voler rispecchiare quel senso di spaesamento tipico dei sogni e del dormiveglia.

La trama thriller, comunque, la fa da padrona e, tra un combattimento, indagine e azione, il lettore arriva al finale attraverso un paio di colpi di scena ben riusciti.

In conclusione, un romanzo complesso e profondo che penso potrà essere apprezzato dagli amanti dei thriller al cardiopalma, dell’horror e del scifi.

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