Recensione del romanzo “Numbers” di Azzurra Pasquali

“Numbers” è un romanzo distopico post-apocalittico scritto e autoprodotto da Azzurra Pasquali, scrittrice e blogger su Instagram (@a_quiet_azzu).

In un futuro non meglio definito, dove molta della medicina e della tecnologia è stata spazzata via da una catastrofe, il Nord Italia è diviso in piccole comunità insulari, in cui la figura dei parroci e della Chiesa ha un’importante influenza, intervallati da spazi selvatici infestati da creature mostruose. Soltanto i Nomadi, come Aden, una dei protagonisti, si muovono tra un villaggio e l’altro: la sua esperienza in viaggi, cure mediche e sopravvivenza in ogni situazione la rende perfetta per vivere sempre in viaggio.

In questo mondo in rovina anche alcune persone hanno subito delle mutazioni di varia natura: questi sono considerati non più umani (vengono infatti chiamati Cose) e rinchiusi in una sorta di prigione/ospedale dove viene tatuato loro un numero sotto l’occhio.

Gli altri protagonisti della vicenda sono Dernia, una ragazza con una mutazione che ha reso le sue ossa cave, Sven, una guardia della prigione, Sirio e Fosco, due fratelli in fuga da un villaggio, la piccola Tilde e Felicia, praticamente una creatura selvatica lei stessa.

Questi si ritroveranno a dover superare la reciproca diffidenza, condividere un viaggio e, man mano che la storia va avanti, molto di più.

Il romanzo è molto scorrevole e avvincente: il punto di vista narrante salta continuamente tra i protagonisti, rendendo la narrazione molto movimentata.

Mi è piaciuta moltissimo l’ambientazione, in particolare la struttura della società: a differenza di molti romanzi post-apocalittici ambientati all’estero e che subiscono evidentemente l’influenza della letteratura americana, questo romanzo presenta un’evoluzione molto credibile della società italiana che, in mancanza di altri punti fermi, si aggrega ancora una volta intorno all’autorità religiosa.

La caccia alle “Cose” ricorda sia gli scenari fantascientifici alla X-Men che la caccia alle streghe del diciassettesimo secolo.

I protagonisti, tutti nella fascia d’età Young Adult (a parte la più giovane Tilde), sono ben delineati, ognuno con una loro personalità distinta e ben riconoscibile.

La struttura della storia ricorda un po’ i giochi di ruolo, in particolare dal momento in cui i protagonisti sono finalmente riuniti.

Una parte importante della seconda metà del romanzo è dedicata ai rapporti tra i personaggi e c’è una forte influenza romance; tuttavia il fulcro della storia rimane l’azione e la scoperta dei poteri da parte dei protagonisti.

In conclusione, consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo da parte degli amanti del genere post-apocalittico e al pubblico Young Adult, che potrà apprezzare la commistione tra gli elementi tipici dei bestseller internazionali con l’ambientazione e le specificità italiane.

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