Recensione della serie tv “Star Trek-Strange New Worlds”/ Review of “Star Trek- Strange New Worlds”

“Star Trek Strange New Worlds” è la nuova serie televisiva del franchise, uscita nel 2022 e presto disponibile anche in Italia con la nuova piattaforma Paramount+.

La storia segue le avventure della storica nave Enterprise quando era capitanata da Christopher Pike, con la fedela Una Chin-Riley come Primo Ufficiale (“Numero Uno”) e Spock come ufficiale scientifico. La serie ha gli attori che abbiamo visto nella seconda stagione di Star Trek Discovery (Anson Mount, Ethan Peck e Rebecca Rominj) quindi tecnicamente è un suo spin-off, ma in pratica è un vero e proprio prequel della serie originale, infatti ritroviamo personaggi importanti come Uhura e l’infermiera Chapel.

La scelta è in linea con quella originale, cioè di mantenere uno sviluppo verticale, con ogni episodio che si mantiene a sé stante, pur avendo una storia di fondo; in particolare, il personaggio di Pike deve affrontare i demoni che si porta dietro da Star Trek Discovery e quindi, come lo spettatore, sa cosa lo attende da lì a poco meno di dieci anni, cioè l’incidente che lo trasformerà in un vegetale. Ciononostante, il tono della serie è quello classico, cioè permeato di ottimismo per il futuro e una buona dose di ironia.

La serie ha un’ottima sceneggiatura e una regia che mantiene l’attenzione sempre altissima; pur essendo formata da soli dieci episodi, lo spettatore non ha difficoilotà ad entrare subito in empatia con i personaggi dell’equipaggio, complice il fattore nostalgia di rivedere giovani i personaggi della serie originale. Pike è, secondo me, un capitano perfetto: equilibrato, simpatico ed empatico, sempre disposto a dare spazio agli altri personaggi e non sempre al centro dell’attenzione. Spock di Ethan Peck è molto ben riuscito e riesce a raccogliere una pesante eredità senza sfigurare: grande attenzione viene dato al suo sviluppo, ancora influenzato dalla sua componente umana ma desideroso di essere “un vero vulcaniano”. Numero Uno è il personaggio che meritavamo di vedere già negli anni ’60, ma che la miopia della casa di produzione dell’epoca non era stata in grado di capire, bocciando il primo pilot.

Personalmente ho trovato i personaggi di Uhura e l’infermiera Chapel così ben riusciti da darmi una sorta di malinconia nella visione, perché sapevo che da lì a dieci anni i loro personaggi sarebbero stati retrocessi a meri comprimari con poco da fare e zero valorizzazione; so che molti fan non saranno d’accordo con me, ma credo che i loro personaggi siano stati trattati in maniera imbarazzante dalla serie originale, e si trattava pure degli unici personaggi femminili vagamente approfonditi! Tuttavia, ho imparato a vederla come la seconda chance che meritavano Uhura e Chapel e a godermi finalmente la loro valorizzazione.

L’unica pecca, almeno per me, è stato il finale di stagione che ho trovato a dir poco orribile e insultante verso l’intera serie.

Attenzione, spoiler!

Nell’ultimo episodio vediamo Pike che si interroga sul dilemma a cui ogni spettatore ha pensato almeno una volta, cioè perché lui non può cambiare il futuro salvandosi? La risposta data dall’episodio è, secondo me, un disastro. In pratica, Pike non avrebbe gestito bene come Kirk lo scontro coi Romulani, poiché avrebbe tentato la via della diplomazia e del dialogo invece di massacrarli senza se e senza ma. In questo modo, l’Impero Romulano avrebbe capito che “non si scherza con la Federazione” e non ci sarebbe stato alcun conflitto. Con Pike al comando, invece, il dialogo avrebbe portato ad una manifestazione di debolezza che sarebbe scaturita in un conflitto infinito.

Questa spiegazione mi ha fatto accapponare la pelle. Primo, il messaggio che a volte un po’ di violenza sia il bene maggiore mi fa schifo e credo che travi completamente il messaggio pacifista e di dialogo che è sempre stato alla base della serie. Secondo, è insultante verso Pike che ne esce come un incapace rispetto “al grande capitano aggressivo”. Terzo, è ridicolo: mi dispiace per chi è cresciuto con la serie originale e che quindi la ricorda con amore, ma secondo me nessuno sano di mente potrebbe davvero ritenere il personaggio scritto negli anni ì60 di Kirk migliore in qualcosa. Aggressivo, violento, maschilista, ossessionato dal dover continuamente ribadire di essere lui il capitano e lui che decide… Kirk era un eroe moderno sessant’anni fa, ma adesso è anacronistico e imbarazzante, che mi venga spacciato come migliore indica che non si è capito nulla dell’evoluzione che è stata fatta da TNG ad oggi.

Potevano proprio trovare qualcosa di meglio e non rovinare una serie altrimenti praticamente perfetta.

In conclusione, a parte un ultimo episodio che mi ha disgustata, si tratta di una serie molto bella e che ho apprezzato e non vedo l’ora di rivedere presto con una seconda stagione.

“Star Trek Strange New Worlds” is the new television series of the franchise, released in 2022 and available on the new Paramount+ platform.

The story follows the adventures of the historic ship Enterprise when it was captained by Christopher Pike, with the faithful Una Chin-Riley as First Officer (“Number One”) and Spock as science officer. The series has the actors we saw in the second season of Star Trek Discovery (Anson Mount, Ethan Peck and Rebecca Rominj) so technically it is its own spin-off, but in practice it is a true prequel to the original series (TOS), in fact we find again important characters like Uhura and Nurse Chapel.

The choice is in line with the original one, that is, to maintain a vertical development, with each episode standing on its own, while having a backstory; in particular, Pike’s character has to face the demons he carries with him from Star Trek Discovery and therefore, like the viewer, knows what awaits him a little less than ten years from now, namely the accident that will turn him into a vegetable. Nevertheless, the tone of the series is the classic one, that is, imbued with optimism for the future and a good dose of irony.

The series has a very good script and direction that keeps the attention at an all time high; despite being made up of only ten episodes, the viewer does not have difficoilotà to empathize immediately with the characters of the crew, abetted by the nostalgia factor of seeing the characters from the original series young again. Pike is, in my opinion, a perfect captain: balanced, nice and empathetic, always willing to give space to the other characters and not always the center of attention. Ethan Peck’s Spock is very well done and manages to pick up a heavy legacy without disfiguring himself: great attention is given to his development, still influenced by his human component but eager to be “a true Vulcan.” Number One is the character we deserved to see back in the 1960s, but whom the shortsightedness of the production company at the time failed to understand, flunking the first pilot.

Personally, I found the characters of Uhura and Nurse Chapel so successful that it gave me a kind of melancholy in watching, because I knew that ten years down the road their characters would be relegated to mere sidekicks with little to do and zero enhancement; I know many fans will disagree with me, but I think their characters were treated awkwardly in TOS, and they were also the only vaguely in-depth female characters! However, I learned to see it as the second chance that Uhura and Chapel deserved and to finally enjoy their enhancement.

The only flaw, at least for me, was the season finale, which I found to be nothing short of horrible and insulting to the entire series.

Spoiler alert.

In the last episode we see Pike pondering the dilemma that every viewer has thought about at least once, namely, why can’t he change the future by saving himself? The answer given in the episode is, in my opinion, a disaster. Basically, Pike would not have handled the confrontation with the Romulans as well as Kirk did, as he would have tried the path of diplomacy and dialogue instead of slaughtering them without ifs and buts. In this way, the Romulan Empire would have understood that “you don’t mess with the Federation” and there would have been no conflict. With Pike in charge, however, dialogue would have led to a display of weakness that would have resulted in endless conflict.

This explanation made my skin crawl. First, the message that sometimes a little violence is the greater good sickens me and I think it completely misleads the pacifist and dialogue message that has always been at the heart of the series. Second, it is insulting to Pike who comes off as clueless compared to “the big aggressive captain.” Third, it is ridiculous: I feel sorry for those who grew up with the original series and thus remember it fondly, but in my opinion no one in their right mind could really consider the character written in the ’60s Kirk better at anything. Aggressive, violent, macho, obsessed with constantly having to reiterate that he is the captain and he is the decider…. Kirk was a modern hero sixty years ago, but now it is anachronistic and awkward, that he is being passed off to me as better indicates that you have not understood anything about the evolution that has been made from TNG to the present.

They really could have found something better and not ruined an otherwise practically perfect series.

In conclusion, apart from one last episode that disgusted me, this is a very good series that I enjoyed and look forward to seeing again soon with a second season.

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