Recensione di “Mercoledì” di Tim Burton/ Review of “Wednesday” by Tim Burton

“Mercoledì” è una serie tv di genere fantastico/mystery disponibile su Netflix.

Mercoledì Addams è una ragazza imperturbabile e dall’estetica gotica che vive con la sua famiglia, altrettanto stramba, nella provincia americana. Quando, per vendicare il fratello vittima dei bulli della scuola, mette dei piranha nella piscina, la famiglia decide di mandarla a Nevermore, una speciale scuola per tutte le creature “emarginate”: vampiri, lupi mannari, sirene, gorgoni e così via.

Anche qui però Mercoledì si trova ad essere considerata strana, e sarà soltanto l’interesse per un giallo locale a farla rimanere: infatti nei boschi che circondano la scuola si aggira una creatura che miete vittime e che Mercoledì dovrà smascherare.

Nel frattempo, la ragazza dovrà imparare a gestire il suo potere di veggente grazie all’aiuto del fantasma di un’antenata.

“Mercoledì” è ispirato ovviamente ai fumetti e le varie incarnazioni de “La Famiglia Addams”, anche se, trattandosi di un reboot, segue le proprie regole.

La serie è divertente e ben concepita e adatta a un pubblico adolescente, ma può essere apprezzata anche dagli adulti.

Come spesso accade, le interpretazioni migliori sono quelle degli interpreti adulti: in particolare, Gwendoline Christie (la Brienne del Trono di Spade) è meravigliosa nel ruolo dell’affascinante e misteriosa preside Weems, Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán sono due perfetti Morticia e Gomez (le loro puntate sono senz’altro le più interessanti), e persino Christina Ricci (la Mercoledì degli indimenticabili film anni ’90) compare in un piccolo ma significativo ruolo. Tra i personaggi adolescenti spicca Emma Myers nel ruolo di Enid, la solare e colorata compagna di stanza di Mercoledì, con cui la protagonista avrà un lento avvicinamento e il cui rapporto regala le scene più divertenti della serie, insieme all’immancabile Mano.

Nonostante il prodotto sia generalmente godibile, ammetto di essere stata un po’ delusa da questa serie, in quanto amante da sempre del franchise della Famiglia Addams.

Nelle intenzioni del creatore, la famiglia Addams doveva rappresentare un allegro rovesciamento di tutti gli stereotipi della famiglia tradizionale americana: quindi, quando le serie tv scherzavano continuamente sui coniugi che non si sopportavano più, gli Addams continuavano ad essere appassionatamente innamorati, i membri della famiglia sembrano divertirsi a torturare ed essere torturati e così via.

Sia la serie tv degli anni ’60 che i film degli anni ’90 erano riusciti a incarcare questa spensieratezza dark in modo esemplare.

La serie di Mercoledì in apparenza si rifà allo stesso immaginario, ma in realtà le premesse della storia sono opposte: Mercoledì lotta contro i bulli che picchiano i ragazzini, collabora con la polizia per fermare una creatura assassina, cerca di convincere tutti di quanto sia importante catturare il mostro per mettere tutti in salvo… da fan del franchise originale, io onestamente mi sarei aspettata che Mercoledì cercasse il mostro per farci amicizia, e che Pugsley ringraziasse i bulli che lo tormentano. Anche Gomez e Morticia hanno un flashback in cui ricordano attimi angoscianti in cui sono stati in pericolo di vita… ma come?! Gomez dovrebbe essere esaltato all’idea di un duello all’ultimo sangue!

Anche la società di personaggi inquietanti e un po’ mostruosi in cui gli Addams si muovevano sembra non esistere: loro sono emarginati anche tra gli emarginati e il loro sistema di valori non è condiviso da nessuno.

Alla fine, la mia impressione è che Tim Burton abbia preso La Famiglia Addams per tirare fuori la solita storia alla Tim Burton, cioè una favoletta morale su quanto sia sbagliato emarginare la gente strana che si veste di nero, un mistero con un colpo di scena facilmente intuibile, e qualche mostriciattolo con gli occhi a palla, il tutto condito dalla colonna sonora di Danny Elfman che è bella, per carità, ma molto simile a quella del “La Fabbrica di Cioccolato”.

Al posto di Mercoledì avrebbe potuto esserci qualsiasi altro personaggio un po’ dark, tipo Emily the Strange, o qualcosa del genere, e la storia non sarebbe cambiata affatto.

In conclusione, paradossalmente consiglio la visione della serie a tutti, tranne che ai fan della Famiglia Addams originale.

“Wednesday” is a fantasy/mystery genre TV series available on Netflix.

Wednesday Addams is an imperturbable girl with a gothic aesthetic who lives with her equally oddball family in provincial America. When, to avenge her brother who was a victim of school bullies, she puts piranhas in the swimming pool, the family decides to send her to Nevermore, a special school for all “outcast” creatures: vampires, werewolves, mermaids, gorgons and so on.

Even here, however, Wednesday finds herself being considered strange, and it will only be her interest in a local murder mystery that will make her stay: in fact, in the woods surrounding the school there is a creature roaming around, claiming victims, and Wednesday will have to unmask it.

In the meantime, the girl will have to learn to manage her power as a seer with the help of the ghost of an ancestor.

“Wednesday” is obviously inspired by the comic books and the various incarnations of “The Addams Family,” although since it is a reboot, it follows its own rules.

The series is funny and well-conceived and suitable for teen audiences but can be enjoyed by adults as well.

As is often the case, the best performances are those of the adult actors: in particular, Gwendoline Christie (the Brienne of the Iron Throne) is wonderful as the charming and mysterious Principal Weems, Catherine Zeta-Jones and Luis Guzmán are two perfect Morticia and Gomez (their episodes are undoubtedly the most interesting), and even Christina Ricci (the Wednesday of the unforgettable 90s movies) appears in a small but significant role. Prominent among the teenage characters is Emma Myers as Enid, Wednesday’s sunny and colorful roommate, with whom the protagonist will have a slow rapprochement and whose relationship gives the series’ funniest scenes, along with the ever-present Thing.

Although the product is generally enjoyable, I admit that I was a bit disappointed with this series, as a lifelong lover of the Addams Family franchise.

In the creator’s intentions, the Addams Family was meant to be a cheerful reversal of all the stereotypes of the traditional American family: thus, when the TV series continually joked about spouses who couldn’t stand each other anymore, the Addams continued to be passionately in love, the family members seemed to enjoy torturing and being tortured, and so on.

Both the TV series of the 1960s and the movies of the 1990s had managed to embody this dark lightheartedness in an exemplary way.

Wednesday’s series on the surface harkens back to the same imagery, but in reality the premise of the story is opposite: Wednesday fights bullies who beat up kids, cooperates with the police to stop a murderous creature, tries to convince everyone how important it is to catch the monster to get everyone to safety…as a fan of the original franchise, I honestly would have expected Wednesday to seek out the monster to befriend it, and for Pugsley to thank the bullies who torment him. Gomez and Morticia also have a flashback in which they recall distressing moments when they were in mortal danger- seriously?! Gomez should be elated at the idea of dueling to death!

Even the society of creepy and somewhat monstrous characters in which the Addams moved seems to be nonexistent: they are outcasts even among outcasts, and their value system is shared by no one.

In the end, my impression is that Tim Burton took The Addams Family to trot out the usual Tim Burton story, i.e., a moral fairy tale about how wrong it is to marginalize strange people who wear black, a mystery with an easily guessed twist, and some googly-eyed little monsters, all topped off by Danny Elfman’s soundtrack, which is beautiful, no doubt, but very similar to that of “Charlie and The Chocolate Factory.”

Instead of Wednesday there could have been any other somewhat dark character, like Emily the Strange, or something like that, and the story would not have changed at all.

In conclusion, I paradoxically recommend viewing the series to everyone except fans of the original Addams Family.

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