Perché guardare “Luna Nera”, la nuova serie Netflix di produzione italiana / Review of the tv series “Luna Nera”

La recensione è presente in doppia lingua. / English follows!

 

1f1ee-1f1f9“Luna Nera” è una serie TV fantasy italiana prodotta da Fandango e disponibile su Netflix.

Ade (Antonia Fotaras) è una giovane levatrice che esercita insieme alla nonna, ma quando la ragazza si rende conto della morte imminente di un nascituro, le due vengono accusate di stregoneria. La nonna viene arrestata e Ade si ritrova a dover fuggire con il fratellino Valente (Giada Gagliardi).

Il suo amore con il giovane medico Pietro (Giorgio Belli) è ostacolato dal fatto che il padre del ragazzo, il conciatore Sante (Giandomenico Cupaiolo), è anche il capo dei Benandanti, il braccio armato del Monsignor Oreggi (Roberto De Franceschi), che vuole sterminare tutte le streghe.

Seguendo le ultime indicazioni della nonna, Ade raggiunge le Città Perdute, una piccola comunità di streghe guidata dall’intensa Tebe (Manuela Mandracchia); queste dovranno salvare le loro simili dalla persecuzione dei Benandanti.

La storia è ambientata nel Lazio in uno dei periodi storici più bui, cioè il seicento, e l’atmosfera opprimente è resa molto bene.

Rispetto a molte produzioni straniere, questa produzione italiana sembra fare visibilmente i conti con un budget limitato, ma in certi casi questo funziona bene: le scenografie date da antichi edifici in rovina e la fotografia dai toni cupi rendono le scene molto belle.

I costumi sono più elaborati, con un netto contrasto tra i materiali duri e le linee più rozze che caratterizzano i Benandanti, e i vestiti eleganti e puliti delle Città perdute.

Visivamente, le atmosfere sono molto suggestive.

Nonostante si tratti di una serie fantasy, gli effetti speciali sono ridotti al minimo e un po’ artigianali, ma abbastanza convincenti.

Dovendo fare un confronto con le serie tv fantasy internazionali, “Luna Nera” ha i difetti tipici delle produzioni italiane, cioè una certa lentezza della narrazione (in alcuni episodi centrali non succede praticamente nulla se non gli amoreggiamenti tra Ade e Pietro) e un’impostazione più teatrale che cinematografica della recitazione.

Se si nota l’esperienza delle interpreti dei personaggi più adulti, come le splendide Tebe e Leptis, che riescono a trasformare la teatralità in intensità, molte scene degli attori più giovani, a uno spettatore abituato al fantasy anglosassone, risultano un po’ enfatiche.

Molta parte della trama è incentrata sul tormentato amore tra Ade e Pietro, e se questo ha dei bei momenti (come il delicato intermezzo del ballo), i due hanno davvero troppo spazio secondo me rispetto alla trama più interessante delle streghe perseguitate.

Nonostante ci sia qualche ingenuità nella resa, la serie ha anche molti pregi: uno sguardo fresco e diverso sulla mitologia delle streghe, con un’attenzione particolare al rapporto con la natura e un’antitesi tra la mentalità oppressiva dei Benandanti e quella comunitaria e vagamente hippy di Tebe; mi è piaciuto molto come sono state gestiti i personaggi di contorno, anche tra gli antagonisti, in particolare la feroce Cesaria, che vorrebbe sposare in pieno la filosofia dei Benandanti, ma si trova continuamente messa da parte a causa del suo genere; e, soprattutto, una trama solida e inaspettata.

Se arriverete all’ultimo episodio, infatti, verrete premiati con un episodio che vi lascerà a bocca aperta, e un colpo di scena che davvero non avevo previsto, che lascia intendere un seguito che si prefigura molto interessante.

Consiglio questa serie a tutti gli amanti del fantasy che vogliono dare una possibilità a uno sguardo nostrano, e che cercano personaggi femminili forti e inaspettati.

 

1f1ec-1f1e7“Luna Nera” is an Italian fantasy TV series produced by Fandango and available on Netflix.

Ade (Antonia Fotaras) is a young midwife who practices with her grandmother, but when she senses the imminent death of an unborn child, the two are accused of witchcraft. The grandmother is arrested and Ade must flee with her little brother Valente (Giada Gagliardi).

Her love with the young doctor Pietro (Giorgio Belli) is hindered by the fact that the boy’s father, the tanner Sante (Giandomenico Cupaiolo), is also the leader of the Benandanti, who works for Monsignor Oreggi (Roberto De Franceschi), who wants to exterminate all the witches.

Following her grandmother’s last instructions, Ade reaches the Lost Cities, a small community of witches led by the intense Tebe (Manuela Mandracchia); they must save their fellow witches from the persecution of the Benandanti.

The story is set in Central Italy in one of the darkest historical periods, the seventeenth century, and the oppressive atmosphere is very well conveyed.

Compared to many foreign productions, this Italian production seems to visibly deal with a limited budget, but in some cases this works well: the scenography given by ancient ruined buildings and the dark-toned photography make the scenes very beautiful.

The costumes are more elaborate, with a sharp contrast between the hard materials and rougher lines that characterize the Benandanti, and the elegant and clean clothes of the Lost Cities.

Visually, the atmospheres are very suggestive.

Although this is a fantasy series, the special effects are minimized and a bit handmade, but quite convincing.

Having to make a comparison with international fantasy TV series, “Luna Nera” has the typical defects of Italian productions, namely a certain slowness of narration (in some central episodes practically nothing happens except the flirtations between Ade and Pietro) and a more theatrical than cinematographic approach to acting.

If you can notice the experience of the interpreters of the more adult characters, such as the splendid Tebe and Leptis, who manage to transform the theatricality into intensity, many scenes of the younger actors, to a spectator accustomed to fantasy in English, are a bit emphatic.

Much of the plot is centered on the tormented love between Ade and Pietro, and if this has good moments (like the delicate interlude of the dance), the two have really too much space, in my opinion, compared to the more interesting plot of the haunted witches.

Although there is some naivety in the delivery, the series also has many merits: a fresh and different look at the witches’ mythology, with a particular attention to the relationship with nature and an antithesis between the oppressive mentality of the Benandanti and the community-based and vaguely hippy mentality of Tebe; I really liked how the side characters were handled, even among the antagonists, especially the fierce Cesaria, who would like to fully embrace the philosophy of the Benandanti, but finds herself constantly put aside because of her gender; and, above all, a solid and unexpected plot.

If you get to the last episode, in fact, you will be rewarded with an episode that will leave you speechless, and a twist that I really had not foreseen, which suggests a sequel that promises to be very interesting.

I recommend this series to all lovers of fantasy who want to give a chance to a local approach to mythology, and looking for strong and unexpected female characters.

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