Recensione de “Il Paese del buio” di Melissa Albert / Review of “The Night Country” by Melissa Albert

“Il Paese del Buio” è un romanzo fantasy YA di Melissa Albert, seguito del successo “Oltre il Bosco”. Entrambi i romanzi sono editi in Italia da Rizzoli, che ringraziamo per la copia ricevuta in recensione.

Dopo essere fuggita dall’Oltremondo, Alice vive a New York dove cerca di tornare alla normalità, così come altre ex-Storie che faticano anche più di lei a trovare il loro posto nel nostro mondo; Alice da parte sua è divisa tra la sua vita da mortale e il senso di affinità che la unisce ai suoi simili.

Ma le cose si fanno ancora più difficili quando un misterioso killer prende di mira le ex-Storie, che cercano di fare gruppo guidati dalla sibillina Daphne.

Nel frattempo, nell’Oltremondo, Ellery Finch cerca la sua strada per tornare da Alice.

“Il Paese del Buio” ha una partenza riflessiva, incentrata sull’introspezione, e il romanzo prende velocità man mano che ci si avvicina alla resa dei conti e lo svelamento finale.

Dal punto di vista della trama in realtà non aggiunge moltissimo agli eventi di Oltre il Bosco, ma prende il mondo creato dal primo volume e lo espande ulteriormente, aggiungendo nuovi mondi da esplorare e nuove Storie da conoscere. In un certo senso ho trovato i personaggi minori, con le loro fiabe solo accennate o suggerite, figure ancora più affascinanti dei protagonisti.

Melissa Albert è abilissima a descrivere una New York letteraria, sospesa tra il degrado della quotidianità e la magia nascosta tra librerie e caffè: in questo volume il grosso dell’azione si sviluppa nel mondo reale, nei cui anfratti si annidano creature mostruose, spietate o semplicemente sperse.

Il punto di forza di questo romanzo secondo me sono proprio le descrizioni di personaggi e ambienti che creano un’atmosfera suggestiva a partire da pochi dettagli, e il modo in cui stuzzica l’immaginazione del lettore lasciando intuire infiniti mondi fatti di Storie. La trama procede un po’ a rilento, ed è quasi più un’occasione per esplorare i sentimenti di Alice e la sua elaborazione della propria diversità, piuttosto che la forza trainante del romanzo.

Consiglio questo romanzo a chi ha amato “Oltre il Bosco” e vuole vedere come finisce la storia di Alice ed Ellery, e anche a tutti gli amanti dei fantasy riflessivi e onirici come “Il Mare senza Stelle”.

“The Night Country” is a YA fantasy novel by Melissa Albert, a sequel to the successful “The Hazel Wood”.

After escaping from the Hinterland, Alice lives in New York where she is trying to return to normality, as are other ex-Stories who struggle even more than she does to find their place in our world; Alice herself is torn between her life as a mortal and the sense of kinship that unites her with her fellow Stories.

But things get even tougher when a mysterious killer targets the ex-Stories, who try to band together led by sibylline Daphne.

Meanwhile, in the Hinterland, Ellery Finch searches for his way back to Alice.

“The Night Country” has a reflective start, focused on introspection, and the novel picks up speed as it gets closer to the showdown and the final denouement.

From a plot point of view it doesn’t really add much to the events of “The Hazel Wood”, but it takes the world created by the first volume and expands it further, adding new worlds to explore and new Stories to learn about. In a way I found the minor characters, with their tales only hinted at or suggested, even more fascinating figures than the main characters.

Melissa Albert is very good at describing a literary New York, suspended between the degradation of everyday life and the magic hidden in bookshops and cafés: in this volume the bulk of the action takes place in the real world, in whose recesses monstrous, ruthless or simply lost creatures lurk.

The strength of this novel, in my opinion, are the descriptions of characters and environments that create an evocative atmosphere from a few details, and the way it teases the reader’s imagination by letting him guess endless worlds made of Stories. The plot is a bit slow, and is almost more an opportunity to explore Alice’s feelings and her processing of her own diversity, rather than the driving force of the novel.

I recommend this novel to those who loved “The Hazel Wood” and want to see how Alice and Ellery’s story ends, and also to all lovers of thoughtful, dreamlike fantasy like “The Starless Sea”.

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