Recensione della trilogia “Rebel” di Alwyn Hamilton / Review of “Rebel” trilogy by Alwyn Hamilton

“Rebel” è una trilogia fantasy scritta da Alwyn Hamilton e pubblicata in Italia dalla Giunti a partire dal 2015.

La storia racconta le vicende della giovane Amani, costretta a vivere nella zona più limitrofa del deserto, in un luogo in cui le donne non contano nulla e sono scambiate come proprietà. Rimasta orfana di entrambi i genitori, sogna di andarsene in città a cercare sua zia e per farlo diventa un’abile tiratrice travestendosi da uomo. Le cose però precipitano quando ad una gara incontra il misterioso Jin, che senza volerlo la trascina in una lotta di potere tra l’attuale Sultano e il Principe Ribelle Ahmed, suo figlio in esilio.

L’ambientazione è quella di un non precisato paese mediorientale, dove il deserto caldissimo e spietato domina la scena. I vestiti arabeggianti, la descrizione della sabbia e del caldo si accompagnano ad armi da fuoco e ad un’industria che si mischia al fantastico, dove creature demoniache convivono con una rudimentale tecnologia.

Il target è Young Adult, la protagonista all’inizio della storia ha sedici anni e molti dei personaggi le sono coetanei; come spesso capita con gli YA, la trama presenta molte sfacettature e diverse chiavi di lettura, rendendolo un’ottima lettura per tutte le età.

La trilogia mi è piaciuta davvero tanto, sebbene normalmente io detesti i libri con ambientazioni misogine: il fatto è che il maschilismo di fondo viene combattuto in ogni modo, mettendo grande risalto sul ruolo della tradizione nella forza del patriarcato. Nonostante tutto il mondo faccia di tutto per mettere le donne le une contro le altre (specialmente nel secondo dove una buona parte è ambientata in un harem), vediamo vincere l’empatia e la collaborazione, il tutto condito con una scrittura immersiva che ti fa girare una pagina dopo l’altra.

Sono tre libri, di cui il secondo abbastanza corposo, ma li ho divorati in pochi giorni. Ho apprezzato il mix di lotte politiche, combattimenti, magia e mistero, il tutto con grande approfondimento ai personaggi, specialmente i cattivi. Gli antagonisti sono, secondo me, come dovrebbero essere sempre: intelligenti, carismatici, più in gamba dei protagonisti e di chi li circonda, ma soprattutto con la capacità di riuscire a convicerti, anche solo per un breve istante, sul loro agire nel giusto ed essere migliori. Tutti i capitoli con il Sultano, infatti, secondo me sono stati un tocco di classe.

La storia d’amore è presente e forse è l’unica cosa un po’ telefonata; tuttavia risultava difficile portarla avanti per tre libri con lo stesso brio del primo e almeno non è troppo presente. Per quanto mi sia piaciuta, trovavo che cozzasse un po’ col fatto che la protagonista aveva chimica con tutti i personaggi e alla fine, con il suo love interest, la narrazione si facesse un po’ noiosa.

In conclusione, una storia davvero coinvolgente, scritta benissimo, con un’ambientazione originale e mai scontata. Assolutamente consigliato!

“Rebel” is a fantasy trilogy written by Alwyn Hamilton.

The story tells the story of young Amani, forced to live in the farthest reaches of the desert, in a place where women count for nothing and are traded as property. Orphaned of both parents, she dreams of going to the city to look for her aunt and to do so she becomes a skilled marksman by disguising herself as a man. However, things come to a head when she meets the mysterious Jin at a competition, and he unwittingly draws her into a power struggle between the current Sultan and the Rebel Prince Ahmed, his exiled son.

The setting is that of an unspecified Middle Eastern country, where the hot and unforgiving desert dominates the scene. The arabesque clothes, the description of sand and heat are accompanied by firearms and an industry that mixes with the fantastic, where demonic creatures coexist with a rudimentary technology.

The target audience is Young Adult, the protagonist at the beginning of the story is sixteen years old and many of the characters are her age; as is often the case with YA, the plot has many facets and different reading keys, making it a great read for all ages.

I really enjoyed the trilogy, although I normally dislike books with misogynistic settings: the fact is that the underlying machismo is fought in every way, putting great emphasis on the role of tradition in the strength of patriarchy. Despite everything the world does to pit women against each other (especially in the second one where a good portion is set in a harem), we see empathy and cooperation win out, all topped off with immersive writing that keeps you turning page after page.

This is three books, the second of which is quite meaty, but I devoured them in a few days. I enjoyed the mix of political struggles, fighting, magic and mystery, all with great depth to the characters, especially the villains. The antagonists are, in my opinion, as they should always be: intelligent, charismatic, smarter than the main characters and those around them, but above all with the ability to be able to convince you, even if only for a brief moment, about their acting right and being better. All the chapters with the Sultan, in fact, were a nice touch in my opinion.

The romance is present and perhaps the only thing a bit banal; however, it was difficult to carry it on for three books with the same passion as the first and at least it’s not too present. As much as I enjoyed it, I found it clashed a bit with the fact that the main character had chemistry with all the characters and eventually, with her love interest, the narrative got a bit boring.

In conclusion, a really engaging story, beautifully written, with an original and never predictable setting. Absolutely recommended!

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