Recensione della quarta stagione di “Stranger Things”- Volume 1

“Stranger Things” è una serie tv cult horror-fantastica uscita su Netflix nel 2016 e creata dai fratelli Matt e Ross Duffer. A fine Maggio 2022 è stata rilasciata sulla piattaforma la quarta stagione volume 1; a luglio uscirà il volume 2.

Vi avevamo parlato della stagione 3 qui.

Se non avete ancora visto le precedenti tre stagioni, smettere di leggere perché ci saranno pesanti spoiler.

Gli eventi si svolgono nove mesi dopo la battaglia allo Starcourt Mall (anche se tutti gli attori sono evidentemente molto più vecchi).

Joyce si è trasferita con Will, Jonathan e Unidici in California, ma quest’ultima fatica ad integrarsi, venendo presa di mira dai bulli e, senza più i suoi poteri, rimasti sopiti dopo lo scontro con la creatura del Sottosopra, lei rimane inerme di fronte alle prevaricazioni e patisce la lontananza da Mike. Anche Will sente la mancanza di Mike, ma quando l’amico viene a trovarli, l’esercito americano si presenta per mettere le mani su Undici.

A Hawkins le cose non sono mai tranquille, infatti la giovane cheerleader Crissy viene misteriosamente uccisa da una creatura soprannaturale; la polizia però accusa lo strambo Eddie, il liceale pluripetente che gioca a D&D con Dustin e Lucas. Aiutati da Robin, Steve, Sam e Nancy i ragazzi cercheranno di fare luce sul mistero. Parallelamente, però, si scopre che Hopper è vivo, ma tenuto prigioniero in URSS: saranno Joyce e Murray a correre a salvarlo.

Questa stagione riprende molto lo spirito della prima, con le stesse atmosfere horror e da fiato sospeso. La componente di indagine che aveva caratterizzato le prime due stagioni ritorna preponderante, soprattuto grazie al personaggio di Nancy, che si ritroverà a investigare su un mistero risalente a trent’anni prima; ma andremo anche nel passato di Unidici, fino ad un trauma che lei stessa aveva rimosso.

Non è facile parlarne senza fare spoiler, ma questa stagione mi è piaciuta più di tutte le altre. Si vede che si tratta di un volume conclusivo, per cui tutte le tessere vanno al loro posto e gli omaggi alle scene iconiche della prima stagione non mancano. Diversi sono i riferimenti ai cult anni ’80 (tocco di classe anche aver messo nel cast Robert Englund, famoso per aver interpretato Freddy Krueger) sia cinematografici che musicali (Kate Bush!) che, complice una regia praticamente perfetta, si inseriscono a perfezione nella narrazione.

Il colpo di scena finale poi è la ciliegina sulla torta di una serie tv avvincente e toccante, che vi farà ridere, commuovere e rimanere incollati al divano.

Che dire, ora non resta che aspettare gli ultimi due episodi a luglio.

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