Recensione de “La regina cambiante” di Andreina Grieco

“La regina cambiante” è un romanzo fantasy ucronico scritto da Andreina Grieco e pubblicato da Plesio Editore… e che ho avuto il piacere di betare nel giugno 2023, quando era ancora un manoscritto in fasce.

La storia racconta di Valeria, una coraggiosa guerriera, figlia del sovrano e sorella della regina di un regno campano in lotta contro pericolose mutazioni umane, i cambianti. Valeria è stata cresciuta dalle figure femminili della sua vita, in particolare la zia, ma ha un fratello che mal tollera la società matriarcale in cui vivono. Le cose prendono una piega inaspettata quando la ragazza si trasforma in una cambiante e il fratello fa uccidere la regina per prendere il potere. Valeria dovrà così fare i conti con il fatto che ora è lei il nemico che era stata addestrata per anni a uccidere, ma che soprattutto la famiglia l’ha tradita.

Il romanzo presenta una interessante ambientazione: non siamo nel solito regno fantasy medioevale ma in uno scenario settecentesco ucronico con la magia. Mi ha ricordato molto l’ambientazione di Fable 3, ma anziché trovarci in Inghilterra siamo in Campania. La storia infatti si dipana delle coste del lago di Fusaro, alla bellissima Reggia di Caserta, passando per le vie di Napoli… la Campania, certo, ma magica. I cambianti sono un po’ diversi dalla loro versione sci-fi alla Star Trek e molto più “letterali”: si chiamano così perché sono cambiati. Certo, talvolta mutano il loro aspetto, ma non è la loro natura primaria quella di confondersi tra gli altri. Anzi, spesso sono mostruosi e finiscono con il vivere lontano dalle persone per paura di essere uccisi. Questo è sicuramente l’aspetto che ho apprezzato di più del libro, poiché ci troviamo da un punto di vista che vede il proprio corpo mutare, assumere sembianze orrende, ma questo diventa la sua crescita, non la sua caduta. Non sarà una metamorfosi kafkiana, ma una maturazione e una comprensione del diverso accanto a lei.

La famiglia gioca un ruolo importante nella storia. Come spesso capita, è fonte di conforto e amore, ma anche di delusioni e di riflessioni. La società in cui vivono i personaggi è matriarcale e le ingiustizie tipiche dei personaggi femminili nobili (andare in sposa a un vecchio) qui sono traslate sui personaggi maschili. è chiaro che non sia la stessa cosa, ma l’ingiustizia è presente e fa riflettere. Come spesso accade, un cambio di punto di vista permette una riflessione più amara e profonda, poiché spiazza i nostri pregiudizi.

Nel romanzo è presente anche una parte più romantica. Nonostante siano presenti grosse differenze tra i due, il rapporto è equilibrato. Entrambi si conoscono e sono rotti, insieme si riaggiustano, ma senza dipendere l’uno dall’altra.

Per quanto riguarda la scrittura, c’è molto show e poco tell, elemento che sarà sicuramente apprezzato dai puristi di questo dogma. Il registro è aulico e ricercato per la maggior parte del tempo, ma non manca qualche scurrilità da parte dei personaggi più popolani; le frasi in dialetto sono presenti, ma non sono troppe, e comunque hanno la traduzione.

In conclusione, un romanzo dall’ambientazione suggestiva e affascinante, che piacerà sicuramente a chi ama le ambientazioni italiane.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑