Recensione de “Il rintocco” di Neal Shusterman (Trilogia della Falce #3)/ Review of “The toll” by Neal Shusterman (Arc of a Scythe #3)

“Il rintocco” è il volume conclusivo della trilogia della Falce, scritta da Neal Shusterman e pubblicata in Italia da Mondadori.

Mi è quasi difficile fare una recensione oggettiva e distaccata, perché era tantissimo tempo che una saga non mi prendeva così: dire che mi è piaciuta è un eufemismo.

La storia riprende subito dopo gli eventi sconvolgenti e devastanti del secondo libro, con il trionfo di un cattivo perfido e tremendamente potente; il Thunderhead ha punito l’umanità dichiarandola “losca” e con loro non parla più. Solo Greyson Tolliver, nel secondo sfortunatissima pedina della volontà dell’intelligenza artificiale, può ancora sentirlo e diventa così un santone, con il nome de “Il rintocco”. I tonisti però non possono diventare influenti, la Somma Roncola della MidMerica non può permetterlo. Citra e Rowan, intanto, sono intrappolati nelle profondità degli abissi e attendono che qualcuno li tiri fuori: quanto dovranno aspettare? Giorni? Mesi? Anni?

Questo terzo volume espande il wordbuilding ancora più che nel secondo e getta finalmente la luce sugli eventi del passato sviluppo dell’umanità che nei precedenti rimanevano appena accennati (nascita delle Falci, viaggi spaziali, problema della sovrappolazione). L’atmosfera passa agilmente da thriller politico, a distopia, passando per lotte tra fazioni religiose e intrighi tecnologici: questo libro, più del precedente, riesce secondo me a fondere diversi tipi di fantascienza tutti insieme.

Sono onesta, le cose vanno male in questo libro, davvero malissimo, eppure più di una volta mi sono chiesta se si trattasse davvero di una distopia: morti e sofferenze non mancano, ma non saprei comunque dire con esattezza se siano più o meno di quelle esistenti in natura.

I personaggi sono ancora una volta approfonditi e originali. Affascinanti le new entry, a cominciare dal non binario Jerico, che a seconda del meteo può essere uomo o donna, ma soprattutto mi ha colpito l’arco narrativo di Ayn Rand, che passa da brutale scagnozza nel primo, a vice villain nel secondo a uno dei personaggi più complessi e non banali che abbia avuto il piacere di leggere.

Menzione d’onore all’utilizzo dei nomi: le Falci scelgono una nuova denominazione quando iniziano la loro attività ed è quello di una celebrità. Al di là del fatto che vedere chiacchierare Nietzsche, Morrison, Marie Curie, Faraday e Lucifero è piuttosto divertente, il valore simbolico degli stessi effetti è davvero notevole.

In conclusione, una saga davvero bellissima che vola di diritto in top five dei libri più belli letti quest’anno. E voi, cosa state aspettando?

“The Toll” is the final book of the Arc of a Scythe, written by Neal Shusterman.

It is almost difficult to make an objective and detached review, because it was a long time that a saga did not take me so: to say that I liked it is an understatement.

The story picks up right after the shocking and devastating events of the second book, with the triumph of a wicked and tremendously powerful villain; the Thunderhead has punished humanity by declaring them “unsavory” and is no longer speaking to them. Only Greyson Tolliver, in the second unfortunate pawn of the will of the artificial intelligence, can still hear him and thus becomes a holy man, with the name of “The Toll”. Tonists, however, cannot become influential, the High Blade of MidMerica cannot allow it. Citra and Rowan, meanwhile, are trapped in the depths of the abyss and are waiting for someone to pull them out: how long will they have to wait? Days? Months? Years?

This third volume expands the wordbuilding even more than in the second one and finally sheds light on the events of humanity’s past development that in the previous ones remained barely hinted at (birth of the Scythes, space travel, overpopulation problem). The atmosphere moves nimbly from political thriller, to dystopia, through struggles between religious factions and technological intrigue: this book, more than the previous one, manages in my opinion to blend different types of science fiction all together.

I’m honest, things are bad in this book, really really bad, and yet more than once I wondered if this was really a dystopia: there is no shortage of death and suffering, but I still couldn’t say exactly whether it was more or less than what exists in nature.

The characters are once again in-depth and original. Fascinating new entries, starting with the non-binary Jerico, who depending on the weather can be a man or a woman, but above all I was struck by the story arc of Ayn Rand, who goes from brutal henchwoman in the first, to deputy villain in the second to one of the most complex and non-trivial characters I’ve had the pleasure to read.

Honorable mention to the use of names: the Scythes choose a new name when they start their business and it is that of a celebrity. Beyond the fact that seeing Nietzsche, Morrison, Marie Curie, Faraday and Lucifer chatting is pretty funny, the symbolic value of the effects themselves is really remarkable.

In conclusion, a really beautiful saga that flies right into the top five of the best books read this year. And you, what are you waiting for?

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